tra Luce Mia divina e materia Mia divina,
che sono poi la stessa cosa,
ma in forma diversa, se non in sostanza diversa,
e questa luce che vibra entro nei corpi
va ora riscoperta prima che la materia conglobi tutto,
ossia divori tutto e incorpori tutto,
e lo splendore del Mio Sole interno,
che in tutto risplende, venga spento definitivamente
come si spegne il lucignolo di una candela soffocandolo,
ossia togliendo l'aria,
quell'aria che gli permette di continuare a risplendere
e che sempre alla stessa sostanza appartiene
in una catena meravigliosa di somiglianze di composizioni
e di dipendenza di composizioni,
onde tutto armonizzi e tutto facilmente si trasformi e si muti;
l'aria e la luce, la luce e la materia
(ossia la luce raggelata e concretizzata - ossia materializzata),
sempre luce sono, ossia (sono) Io, che Luce
sono,
e che di tutto ciò che è
Luce sono padrone, a meno che non si
raggeli troppo, la Mia Luce,
e si materializzi troppo, questa luce,
perché più difficile diventa così il manovrarla,
una volta materializzata, una volta raggelata,
perché non è più luce, non è più
calore,
e a fatica passa la Luce Mia attraverso il corpo,
quando poco spazio interstiziale è lasciato,
che percorre i corpi, in una diramazione tra le molecole
che è rimasta nel processo di indurimento e che,
così come Io l'avevo voluta,
un giusto scorrere della luce permette, all'interno del corpo;
questo percorso invece sempre più difficile diventa
quando si chiudono i canali,
ostruiti e fagocitati dai detriti della materia che tutto ostruisce,
quando poroso invece doveva essere quel corpo,
e dunque percorso nell'infinitesimale da quella Mia Luce che tutto
percorre e che tutto anima in un ciclo meraviglioso