fardello assai pesante che non si può portare
senza che questi fardelli diventino pesi terribili per il cuore,
e ora Io so che tu, con questa tua sofferenza di oggi,
la Mia sofferenza comprendere potrai,
quand'anche divina è l'umana Mia natura,
e dico umana perché uomo sono stato,
e dico divina perché Dio incarnato Io sono,
di Lui figlio, il di Lui inviato,
mandato tra di voi per vivere con voi,
e per chiedere con voi.
Comprendere tu dunque, da ora in avanti, potrai,
quali grandi pene hanno afflitto il Mio Cuore
quando, sdraiato nell'Orto degli Ulivi
abbracciavo la nuda terra chiedendo che passasse da Me
la terribile sofferenza che fino all'ultima goccia
dovevo Io sopportare,
non certo perché Mi tormentasse l'umana sofferenza
che nel corpo avrei lo dovuto sopportare,
ma perché colmo delle umane sofferenze
era l'umano Mio Cuore
che con pena immensa ogni tipo di umana sofferenza
provava,
affinché attraverso di Me
passasse questa sofferenza,
che nell'umana Mia vita sulla vostra terra
già in contatto diretto vissuto Io avevo
e che alla Passione fisica Mi predisponeva
dopo che quella psichica e morale più forte Mi aveva preso
e già nel sudore di morte
avevo lo ogni goccia del divino Mio Sangue già versato,
e dico divino
perché del tutto spirituale fu quella notte la Mia morte,
ossia la sofferenza totale di Me stesso,
perché qui con morte
non intendo Io il termine comune
di spegnimento di qualche cosa,
bensì intendo Io dire che allora, quella notte,
tutto l'amore che Io potevo dare